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Un animale che sta bene produce e vive più a lungo

Il benessere è considerato quale condizione psicofisica dinamica connessa a uno stato armonico di salute, forze fisiche e spirituali riscontrate nell’ambiente in cui l’individuo vive. Questa definizione di benessere è associabile anche ai bovini da latte in quanto la scienza ha messo in evidenza come il loro vivere in condizioni prive di stress porti a una migliore produttività, riproduttività e salute.

Per comprendere meglio cos’è il benessere animale bisognerebbe porsi tre quesiti:

  1. L’animale ha un buon livello di efficienza?
  2. L’animale sta bene?
  3. L’animale è in grado di vivere una vita simile a quella che condurrebbe in natura?

Focalizzare l’attenzione su questi tre punti rappresenterà l’elemento chiave per assicurare una condizione ideale di vita alle bovine da latte e, conseguentemente, un incremento nella produzione di latte, una maggior fertilità riproduttiva e una netta riduzione delle problematiche di salute delle stesse.

Perché è importante il benessere animale?

In passato non venivano prestate attenzioni in merito allo stato psicofisico delle bovine, l’unica cosa che contava era la loro produttività. Spesso i capi erano maltrattati, vivevano in spazi troppo ristretti e non avevano la libertà di nutrirsi e bere secondo le loro esigenze.

Con gli anni, sia per una questione etica che per uno sviluppo in termini di ricerca, si è giunti alla conclusione che una bovina che vive bene e serenamente, in assenza di stress e tensioni, riesca a produrre maggiormente e vivere più a lungo. In sostanza assume quindi un ruolo chiave immedesimarsi nell’animale, pensare alle sue esigenze e a come vivrebbe in natura per andare conseguentemente a creare un ambiente realmente idoneo alla sua quotidianità.

Questo perché è ormai noto come il benessere incida in maniera importante sulle regolazioni comportamentali, ormonali e metaboliche che, conseguentemente, incideranno sulla produttività, sulla riproduzione e sulla salute della vacca stessa. In assenza di condizioni favorevoli infatti, andrà a innescarsi un meccanismo di stress legato per l’appunto alle difficoltà di adattamento, con conseguenze negative su quelli che sono per l’appunto i cicli vitali dell’animale.

In conclusione l’ottimale qualità della vita di una bovina da latte si raggiungono nel momento in cui si riesce a raggiungere un equilibrio ideale che emula il comportamento naturale dell’esemplare che conseguentemente garantirà un benessere psicofisico adeguato.

Le cinque libertà fondamentali per una bovina da latte

Nel 1965 venne pubblicato un report, tutt’ora attuale, dal comitato tecnico inglese, dove viene riportato il concetto delle cinque libertà da garantire all’animale sia per finalità etiche che speculative. Queste sono:

  1. Libertà della fame e della sete, ossia dare all’animale la possibilità di accedere a cibo e acqua con facilità e continuità. Questo è molto importante per i ruminanti che impegnano oltre 11 ore al giorno in questa attività di ingestione e ruminazione. L’assunzione spontanea di cibo e acqua infatti garantisce un perpetuo stato di salute al bovino, il quale riesce a produrre e riprodursi in maniera ottimale. Inoltre le grandi quantità di acqua assicurano un adeguato funzionamento delle fermentazioni ruminanti, oltre all’espletamento delle necessità fisiologiche dell’organismo
  2. Libertà di avere a disposizione un ambiente fisico adeguato e confortevole dove poter riposare e vivere. È per questo motivo indispensabile armonizzare le necessità della bovina con quelle economiche e legislative degli allevatori. Una privazione di questa libertà avrà un impatto negativo sulla redditività, in quanto un bovino ha necessità di spazi adeguati per riposare sdraiato, nonché un’area di comfort termico adeguato, in quanto teme molto il caldo. Un giaciglio non idoneo inoltre rappresenterà anche un fattore limitante anche in termini riproduttivi.
  3. Libertà da dolore, ferite e malattie, principio basato sulla prevenzione, la rapida diagnosi e il trattamento di patologie d’allevamento. Un animale malato produce meno o non produce affatto, riducendo inoltre la longevità del capo stesso. Inoltre una bovina non in salute, predilige un assetto metabolico e ormonale che mette in primo piano la disponibilità di nutrienti al sistema immunitario, riducendo di conseguenza la produttività. È importante ricordare che bovine ferite, affette da dermatiti o mastiti legate alla scarsa igiene della stalla, con acidosi ruminali o chetosi, non raggiungeranno mai le performance per cui sono state scelte
  4. Libertà di manifestare ed esprimere il normale comportamento della propria specie. Le bovine sono animali miti che difficilmente esprimono benessere o disagio, se non con sintomi poco evidenti. È quindi importante anche all’interno dell’allevamento dare la possibilità di stabilire una gerarchia nonché la formazione di rapporti tra i singoli esemplari. Questi aspetti devono essere considerati, soprattutto evitare di apportare modifiche ai gruppi in quanto ogni spostamento arreca stress alle bovine che conseguentemente porta a una temporanea o permanente riduzione della produzione
  5. Libertà dalla paura e dal disagio soprattutto connessa alla presenza dell’uomo. Se le bovine hanno paura, scappano in presenza delle persone e non si avvicinano, questo perché non si fidano e non si sentono a suo agio in loro presenza, con un conseguente aumento di adrenalina e ormoni dello stress che porteranno alla riduzione della produttività di latte. Inoltre, altra conseguenza di uno stato di paura, potrebbe essere lo sviluppo di mastiti.

Indicatori del benessere bovino

Abbiamo parlato delle cinque libertà fondamentali per il benessere bovino, ora però bisogna capire quali elementi considerare per valutare realmente lo stato del proprio allevamento e, ove necessario, apportare le adeguate modifiche.

Indicatori di benessere Componente del benessere
Fisico Mentale Specie-specifico
1. Capacità motorie X X X
2. Abbattimenti X X
3. Mastiti X X
4. Condizioni corporee X
5. Comfort X X X
6. Comportamento della mandria X X
    1. Capacità motorie: la presenza di zoppie e altre difficoltà di movimento causate da dolori e ferite. La valutazione viene fatta analizzando l’andatura delle vacche su una superficie piana e livellata in maniera tale da individuare prontamente zoppie e, in caso persistano, agire con adeguati interventi
    2. Abbattimenti: prendendo in esame l’abbattimento selettivo di capi con eutanasia per la vendita, macellazione o rimozione in seguito a morte in allevamento. Questo evidenzia quindi l’importanza di tenere nota degli abbattimenti registrandone anche la causa
    3. Mastiti: ovvero le infiammazioni della ghiandola mammaria e dei tessuti della mammella. Queste avvengono sia in presenza di patogeni presenti nell’ambiente che in caso di stress della bovina. In questo caso è importante tenere nota dei casi clinici riscontrati
    4. Condizioni corporee: valutare le riserve di grasso per andare a calibrare una corretta alimentazione della vacca. Questa analisi dovrebbe essere fatta periodicamente a intervalli regolari per tenere in esame le condizioni dei capi
    5. Comfort: una valutazione che implica la quantificazione dell’uso delle stalle da parte delle bovine, nonché il comportamento tenuto al loro interno, partendo in particolare dal numero di quelle sdraiate
    6. Comportamento della mandria: verificando quanto l’uomo può avvicinarsi prima che le vacche si allontanino. Questo renderà un’idea dello stato emotivo dei capi, se spaventate dall’uomo significa che sono altamente stressate, mentre se serene consentiranno all’umano di avvicinarsi e accarezzarle.

Perché è importante perseguire il benessere delle bovine da latte?

Alla luce di quanto evidenziato nei paragrafi precedenti, possiamo concludere affermando che, in presenza di bovine allevate in una condizione di benessere psicofisico, si avrà una maggior produzione a costi più contenuti.

Questo perché lo stato di vita idoneo a loro, aumenterà la produzione di latte, favorirà la riproduzione dei capi e, al contempo, le problematiche di salute risulteranno ridotte, così come infezioni e malattia che, ove presenti, comporterebbero un aumento della spesa da sostenere per cure mediche e, nei casi più gravi, abbattimenti.

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