Il trasporto dei bovini nel rispetto delle normative e del benessere animale

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Nella gestione del commercio dei bovini vivi, un capitolo fondamentale ed al quale dedicare assoluta importanza, riguarda le modalità tecnico-operative con le quali affrontare il delicato passaggio degli autotrasporti, ovvero dello spostamento degli animali da un ambiente all’altro.

Euro Holstein gestisce direttamente il trasporto dei bovini con mezzi autorizzati e conformi alle normative, garantendo continuità operativa e riduzione dei rischi per l’allevatore. Per chiarire perché noi di Euro Holstein riteniamo sia doveroso porre l’attenzione su questa fase, cercheremo di fornire di seguito una serie di risposte ad altrettante domande che riteniamo possano nascondersi fra le pieghe delle ovvietà.

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Perché innanzitutto possiamo considerare il momento del trasporto come un passaggio critico per l’animale?

Questa domanda ha tre ordini di risposte:

  • impatto sulla salute animale: la movimentazione dei capi è potenzialmente impattante sulla salute animale, sia per motivi legati a potenziali traumi connessi ad uno spostamento mal gestito, che a problemi di biosicurezza legati al passaggio in ambienti con potenziali status sanitari differenti.
  • rischi economici: la movimentazione dei capi è quindi – di riflesso – potenzialmente impattante sul profilo economico della transazione sottostante, essendo obbligo del trasportatore consegnare la merce nello stesso identico stato in cui la stessa è stata caricata. E trattandosi di animali vivi, l’elenco delle variabili in ballo è piuttosto numeroso in tal senso.
  • responsabilità legali: la movimentazione dei capi infine ha ricadute in termini di responsabilità legali, sia connesse alla Normativa vigente in tema di benessere e rispetto degli animali vivi, che riguardo ancora la responsabilità socio-sanitaria legata alla movimentazione di animali soggetti a rischio di diffusione di malattie.

Cosa prevedono la normativa Comunitaria e quella nazionale – nelle loro linee guida – in merito alla movimentazione degli animali vivi?

Fondamentalmente il trasporto di bovini nell’Unione Europea è regolato da due pilastri normativi principali:

  • il Regolamento (UE) 2020/668 che disciplina gli aspetti relativi alla sanità animale ed i movimenti intra-UE;
  • il Regolamento (CE) 1/2005 che disciplina gli aspetti relativi al rispetto del benessere animale durante il trasporto.

Due intenzioni normative ben distinte per effetti (salvaguardia della biosicurezza e tutela delle buone condizioni dei capi vivi), ma strategicamente imprescindibili l’una dall’altra.

Ma cosa implica di fatto l’applicazione del Regolamento (UE) 2020/688?

Come già indicato, tale specifico ambito, nelle intenzioni del legislatore pone l’accento sulla necessità di limitare i rischi dovuti alla diffusione delle malattie (biosicurezza) legati ovviamente alla migrazione dei bovini da una azienda all’altra. In tale senso ogni capo movimentato deve essere obbligatoriamente certificato (mediante emissione di Modello IV elettronico o Certificato Traces qualora lo spostamento interessi più stati della Comunità Europea) da parte dell’Organismo Veterinario Ufficiale avente controllo e giurisdizione sullo stabilimento di partenza, il quale provvederà ad identificare in modo univoco – mediante riconoscimento delle marche auricolari – i soggetti interessati, a verificare la corretta permanenza minima nello stabilimento di provenienza (a seconda della tipologia dello stesso) e a certificare lo status di indennità dei capi da qualsivoglia malattia atta ad impedire una libera movimentazione (eventualmente provvedendo a effettuare esami di laboratorio preventivi al fine di poter fornire la più certa prova della assenza di rischi sanitari).

E quindi il Regolamento (CE) 1/2005 quali comportamenti norma?

E’ corretto affermare, con un po’ di libertà espressiva, che se il regolamento 2020/688 si preoccupa della salute dei bovini fino al momento della salita sugli autocarri, il “fratello” 1/2005 interviene dal momento del carico in poi, stabilendo regole precise da rispettare per eseguire il trasporto in modo tale che gli animali coinvolti non riportino traumi o vedano leso il proprio benessere durante lo stesso.

A tale proposito occorre distinguere che la normativa definisce due tipologie di spostamenti:

  • “I lunghi viaggi”, cioè di durata massima pari a 14 ore, seguite da una pausa di riposo/abbeveraggio/ristoro in Centri Specializzati, a cui può fare seguito un ulteriore viaggio non superiore alle 14 ore, restando nei limiti della durata totale complessiva di 29 ore. Ciò significa che – se per motivi contingenti (ad esempio necessità di mungere gli animali) la pausa obbliga ad una sosta più lunga, il tempo di percorrenza deve essere previsto con esattezza per restare nei tempi previsti. Alla fine di un “lungo viaggio” è assolutamente obbligatoria una sosta di non meno di 24 ore in un Centro di Sosta attrezzato ed autorizzato dalla Autorità Sanitaria.
  • “I viaggi brevi”, che hanno durata fino ad un massimo di otto ore, e non sono soggetti a vincoli di pause. 

Va da sé che i requisiti strutturali richiesti per gli autocarri autorizzati per una o per l’altra tipologia di trasporto sono profondamente diversi, essendo gli animali stessi sottoposti ad uno stress molto più marcato in una situazione piuttosto che in un’altra. Si possono comunque individuare sia elementi comuni nei brevi e nei lunghi viaggi che peculiarità solo specifiche dei trasporti a lungo raggio.

Quali sono gli elementi secondo la normativa (e secondo la nostra esperienza) che devono e/o possono essere comuni indipendentemente dal tipo di trasporto?

Oggettivamente riteniamo – con un po’ di cautela che ci distingue – che, indipendentemente dalla durata del viaggio, gli autocarri dedicati (ricordiamo che gli stessi vengono concepiti ed assemblati da industrie altamente specializzate esclusivamente in questo settore, visto la complessità dell’impianto) dovrebbero presentare sempre le seguenti caratteristiche:

  • presenza di pavimentazione antiscivolo su tutta l’area dell’autocarro;
  • efficace protezione da avversità climatiche (ovvero paratie laterali modulabili singolarmente al fine di garantire accesso o protezione dall’ambiente esterno a seconda delle variabili in campo);
  • tetto del mezzo con adeguata coibentazione protettiva dal caldo/freddo;
  • adeguata illuminazione artificiale sia a pro di ispezione che di carico;
  • presenza di ventole elettriche per generare correnti di aria artificiali in caso di bisogno imprevisto;
  • rampe di carico – possibilmente modulabili pneumaticamente nella pendenza – con minor angolo di salita possibile, e provviste di paratie e sponde laterale al fine di proteggere gli animali da eventuali cadute nei passaggi;
  • presenza di uno o più cancelli separatori, in modo da poter isolare animali provenienti da gruppi disomogenei ed evitare potenziali conflitti e/o danni involontari agli stessi;
  • chiusure a tenuta stagna (con apposite valvole) per evitare la accidentale fuoriuscita di deiezioni;
  • presenza di almeno una porta di ispezione/emergenza posta lateralmente al cassone di carico, facilmente apribile dall’esterno.

E quindi, nei cosiddetti “lunghi viaggi”, quali sono le caratteristiche aggiuntive strutturali che un autocarro deve avere per ottenere l’autorizzazione al trasporto?

Ovviamente, nei lunghi viaggi, sia la variabile della distanza che quella del tempo maggiore, rappresentano un’incognita in più, che bisogna cercare di minimizzare negli effetti negativi. Pertanto – e per avere maggior controllo sul trasporto –  tali tipi di allestimenti devono obbligatoriamente prevedere anche:

  • controllo automatico e puntuale della temperatura nei locali di viaggio, con attivazione automatica dei sistemi di raffrescamento/mitigazione oltre soglie stabilite;
  • controllo GPS per la tracciabilità in tempo reale del viaggio;
  • accesso abbondante e sempre disponibile ad acqua e alimentazione da parte degli animali, tramite l’installazione di abbeveratoi a serbatoio e di rastrelliere per i foraggi;
  • presenza di scale mobili per poter effettuare ispezioni esterne anche ai piani alti più difficilmente visibili da terra.

Ma al di là delle buone prassi normative, ci sono “trucchi” del mestiere per effettuare un trasporto in sicurezza?

Ovviamente ciò che non è stato scritto sopra non vuole dire che non sia stato previsto dal Legislatore, così come l’esperienza di chi effettua ed organizza trasporti di animali vivi da decenni non può dimenticare alcune voci che riteniamo fondamentali:

  • predisporre sempre una buona base sul pavimento dell’autocarro, sia essa di paglia, segatura o truciolato: oltre a preservare gli arti degli animali essa funge da invito agli stessi a salire più agevolmente;
  • ogni autocarro deve presentarsi al carico perfettamente lavato e disinfettato con appositi prodotti, al fine di garantire il minimo impatto biologico possibile dell’intervento;
  • prestare particolare attenzione alle fasi di carico e scarico degli animali: la calma, il rispetto dei tempi naturali dei bovini e la consapevolezza che gli stessi stanno vivendo un momento di stress transizionale è la migliore arma (molto più di pungoli, bastoni o improperi) per riuscire ad effettuare il carico senza conseguenze né per i bovini che per gli operatori (ricordiamo che si sta sempre parlando di attività ad alto profilo di rischio fisico);
  • verificare sempre che gli addetti al carico siano in possesso delle idonee certificazioni (cd. autorizzazione Guardiano/Conducente di animali) rilasciate dagli enti preposti previo esame, e che i predetti certificati siano in corso di validità e periodicamente aggiornati come previsto dalla legge;
  • un viaggio con animali vivi richiede infine un costante monitoraggio, ed una condotta di guida che sia orientata al rispetto di chi è trasportato, al fine di evitare traumi ed incidenti. La fretta alla guida di un autocarro per il trasporto di animali vivi non è mai una compagnia consigliata: piuttosto allora viaggiare da soli!

Per concludere, come ottimizzare la logistica del trasporto?

Sulla base di quanto abbiamo detto, noi di Euro Holstein riteniamo che il modo migliore per rispondere a questa ultima domanda sia:

  • dedicarsi con competenza e impegno alla pianificazione del percorso, inteso come sequenza di un continuum carico-trasporto-scarico;
  • affidarsi ad operatori qualificati (affidarsi a operatori specializzati nel trasporto dei bovini è fondamentale per garantire conformità e sicurezza lungo tutta la filiera);
  • mantenere alla massima efficienza operativa sia i mezzi meccanici che le strutture dedicate al trasporto;
  • aggiornarsi costantemente sulle novità in tema di normative e di benessere animale;
  • mettere in campo tutta la professionalità disponibile, e non avere paura ad allontanare dalle operazioni di movimentazione degli animali eventuali soggetti che si ritengono non all’altezza della situazione.

Al di là delle eventuali sanzioni penali e amministrative previste dal corpo di legge, nel caso di violazioni delle prescrizioni obbligatorie, il tema centrale del problema resta sempre che la movimentazione che preserva il benessere e la biosicurezza dei bovini è sempre il motore che ha mosso la penna del legislatore. E l’intelligenza del trasportatore.

Conclusione

Euro Holstein supporta gli allevatori nella gestione e movimentazione del bestiame, garantendo standard elevati di benessere animale e conformità normativa. Contattaci ora.

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